Venerdì 20 Agosto, ore 21.30

Panchine – come uscire dal mondo senza uscirne

Dall’omonimo testo di Beppe Sebaste uno spettacolo di Loris Tormen

Panchine nasce nel 2008 con l’uscita dell’omonimo libro di Bebbe Sebaste per Laterza, in concomitanza con l’ennesimo provvedimento di rimozione delle panchine nel nome di un malriposto e forse un po’ semplicistico  tentativo di rispondere ad un crescente bisogno di sicurezza sociale, che dopo aver colpito alcune città venete, proprio in quel periodo interessa Belluno. Loris Tormen, bellunese, decide di portarlo sulla scena:  è un viaggio, in Italia e all’estero, verso luoghi anche anonimi,  per lo meno inaspettati, tutti legati in qualche modo dalle panchine per la loro presenza, o la loro mancanza. Viene così a delinearsi un’insolita topografia ricca di riferimenti bibliografici: con sorpresa si scopre quanti libri siano nati proprio sulle panchine, quante opere abbiano ispirato a chi scrive, seduto su una panchina, canzoni, poesie, romanzi. Da Simenon a Beckett, Italo Calvino con Marcovaldo, la panchina su cui i primi due personaggi del Maestro e Margherita di Bulgakov siedono, prima che il Diavolo ci si metta di mezzo. E molte altre storie, molte altre panchine.  Del resto: la panchina è un elemento così radicato nel paesaggio urbano da garantire a chi la occupa uno status di semi-invisibilità, dal quale è possibile vedere tutto “non visti”, ma è anche un luogo di scambio sociale perché non è possibile non sentirsi in dovere di scambiare  due parole con chi ci si siede accanto. In fondo le panchine hanno anche lo scopo di rendere socialmente gradevole un posto, sedersi su una panchina non costa nulla: sono il simbolo di uno spazio pubblico, di una socialità che si sta perdendo. Seguendo il percorso del libro, lo spettacolo di Loris Tormen ha tutta la forza della parola detta, un monologo fatto di luoghi, aneddoti e panchine.

La letteratura è piena di panchine perché parla della vita della gente – e la gente, sopra ogni cosa, aspetta, e aspettando gira a zonzo e si siede dove capita. Poi parla di panchine perché quelli che scrivono, oltre ad aspettare e guardare anche più degli altri, hanno spesso una vita di frontiera, senza appartenenza. Le panchine, simboli della soglia, sottili frontiere tra dentro e fuori, oggi in via d’estinzione, come se la loro gratuità nel nuovo orizzonte del welfare fosse assolutamente da bandire. La panchina, dove si lascia libera la mente di vagare, divagare, passeggiare da fermo La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. E’ vacanza a portata di mano. Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere tempo, come leggere un romanzo.

Loris Tormen

Busnelli Giardino Magico – area della biblioteca comunale
via Rossi 37, Dueville (VI)
Interi 7, ridotti 5 euro,
Apertura bar dalle 20.30
IN CASO DI PIOGGIA LO SPETTACOLO SI TERRA’ PRESSO IL CINEMA TEATRO BUSNELLI, VIA DANTE 30

info e conatti: www.assurdoteatro.it
info@assurdoteatro.it
+39 349 5786585

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Giovedì 19 Agosto, ore 21.30

Oscillazioni

Un monologo. di Vitaliano Trevisan, con Riccardo Bocci, regia Valerio Vittorio Garaffa

‘Oscillazioni’ è un testo dal titolo appropriato. Come una melodia che rimane identica ma sembra cambiare a causa delle armonie che le si muovono sotto, le parole di questo testo trasformano i propri significati, tramutando l’ossessione in presa di coscienza e viceversa, in una continua intermittenza sul cui sfondo si affaccia un destino incombente e, forse, ineluttabile. Attraverso il racconto di una vicenda personale ed estrema, il personaggio compie un viaggio fatto di percorsi mentali che si restringono su un quotidiano ossessivo per poi allargarsi fino a confrontarsi con l’idea del senso della vita e della Natura. Sinapsi poliritmiche che disegnano un’esistenza dove l’identità oscillante tra l’essere e il non essere cessa drammaticamente di essere un problema.

Valerio Vittorio Garaffa

Busnelli Giardino Magico – area della biblioteca comunale, via Rossi 37 DUEVILLE (VI)
biglietti: interi 7 euro, ridotti 5 euro
apertura bar dalle 20.30
In caso di pioggia lo spettacolo si terrà presso il Teatro Busnelli, via Dante 30 – DUEVILLE (VI)

info e contatti: www.assurdoteatro.it
mail: info@assurdoteatro.it
mob.: +39 349 5786585

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Mercoledì 18 Agosto, ore 21.30

Marking the Corner

Un incontro sul territorio. partecipano: Romolo Bugaro, Ilvo Diamanti, Giulio Mozzi, Fabrizio Panozzo, Vitaliano Trevisan, Gian Mario Villalta. Letture di Pino Costalunga.

Busnelli Giardino Magico_area della biblioteca comunale,
via Rossi 37 – DUEVILLE (VI)

SERATA AD INGRESSO GRATUITO
apertura bar dalle 20.30
In caso di pioggia l’evento si terrà presso il Teatro Busnelli, via Dante 30

info e contatti: www.assurdoteatro.it
mail: info@assurdoteatro.it
mob.: +39 349 5786585

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Martedì 17 Agosto, ore 21.30

Tristissimi giardini

Dal nuovo libro di Vitaliano Trevisan, una lettura scenica con le musiche di Ettore Martin

«Si ricordi che qui lavoriamo coi secondi,
capisce, coi secondi! Arrivederci, aggiunge.»

Una rotazione completa del tamburo rotante della betoniera intorno al suo asse: su questa unità di tempo è tarato l’orologio degli umani e dei flussi relativi; o viceversa, in fondo la cosa ha poca importanza: animali, vegetali, persone, sentimenti, pensieri, ovvero merci e flussi di merci, e in definitiva tutto ciò che si muove in e per questo territorio, si regola sullo stesso metronomo, ‘lavora’ con gli stessi secondi, o meglio, nel caso umano, ne ha l’impressione; ma negli interstizi, nelle pieghe, nei bordi, negli spazi residui, abbandonati, ai margini, fuori dal flusso, un altro tempo lavora e così in ogni caso moriamo. Curioso: i luoghi in cui piùintensamente se ne percepisce la presenza sono le fabbriche abbandonate. La prima impressione che si ricava, esplorando questi spazi, è che lì il tempo si sia improvvisamente fermato, ma naturalmente no, non è così, solo non scorre, non fluisce, soggiorna, abita il luogo, ne pervade l’atmosfera, si fa respirare, toccare, pensare, e nel mentre lavora, indifferente, con ostinata determinazione.»

Busnelli Giardino Magico – area della biblioteca comunale, via Rossi 37 DUEVILLE (VI)
biglietti: interi 7 euro, ridotti 5 euro
apertura bar dalle 20.30
In caso di pioggia lo spettacolo si terrà presso il Teatro Busnelli, via Dante 30 – DUEVILLE (VI)

info e contatti: www.assurdoteatro.it
mail: info@assurdoteatro.it
mob.: +39 349 5786585

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Lunedì 16 Agosto, ore 11.30

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Dueville (VI)

da martedì 17 a martedì 24 agosto c/o Busnelli Giardino Magico – area della biblioteca comunale, via Rossi 37, Dueville (VI) 

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Programma:

.::Martedì 17 agosto, ore 21.30::.

Tristissimi giardini 

Dal nuovo libro di Vitaliano Trevisan, una lettura scenica con le musiche di Ettore Martin

 «Si ricordi che qui lavoriamo coi secondi, capisce, coi secondi! Arrivederci, aggiunge.»

Una rotazione completa del tamburo rotante della betoniera intorno al suo asse: su questa unità di tempo è tarato l’orologio degli umani e dei flussi relativi; o viceversa, in fondo la cosa ha poca importanza: animali, vegetali, persone, sentimenti, pensieri, ovvero merci e flussi di merci, e in definitiva tutto ciò che si muove in e per questo territorio, si regola sullo stesso metronomo, ‘lavora’ con gli stessi secondi, o meglio, nel caso umano, ne ha l’impressione; ma negli interstizi, nelle pieghe, nei bordi, negli spazi residui, abbandonati, ai margini, fuori dal flusso, un altro tempo lavora e così in ogni caso moriamo. Curioso: i luoghi in cui piùintensamente se ne percepisce la presenza sono le fabbriche abbandonate. La prima impressione che si ricava, esplorando questi spazi, è che lì il tempo si sia improvvisamente fermato, ma naturalmente no, non è così, solo non scorre, non fluisce, soggiorna, abita il luogo, ne pervade l’atmosfera, si fa respirare, toccare, pensare, e nel mentre lavora, indifferente, con ostinata determinazione.»

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.::Mercoledì 18 agosto, ore 21.30::.

Marking the Corner

Un incontro sul territorio. partecipano: Romolo Bugaro, Ilvo Diamanti, Giulio Mozzi, Fabrizio Panozzo, Vitaliano Trevisan, Gian Mario Villalta, letture di Pino Costalunga

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.::Giovedì 19 agosto, ore 21.30::.

Oscillazioni

Un monologo. di Vitaliano Trevisan, con Riccardo Bocci, regia Valerio Vittorio Garaffa

‘Oscillazioni’ è un testo dal titolo appropriato. Come una melodia che rimane identica ma sembra cambiare a causa delle armonie che le si muovono sotto, le parole di questo testo trasformano i propri significati, tramutando l’ossessione in presa di coscienza e viceversa, in una continua intermittenza sul cui sfondo si affaccia un destino incombente e, forse, ineluttabile. Attraverso il racconto di una vicenda personale ed estrema, il personaggio compie un viaggio fatto di percorsi mentali che si restringono su un quotidiano ossessivo per poi allargarsi fino a confrontarsi con l’idea del senso della vita e della Natura. Sinapsi poliritmiche che disegnano un’esistenza dove l’identità oscillante tra l’essere e il non essere cessa drammaticamente di essere un problema.

Valerio Vittorio Garaffa

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.::Venerdì 20 agosto, ore 21.30::.

Panchine

come uscire dal mondo senza uscirne

Dall’omonimo testo di Beppe Sebaste uno spettacolo di Loris Tormen

La letteratura è piena di panchine perché parla della vita della gente – e la gente, sopra ogni cosa, aspetta, e aspettando gira a zonzo e si siede dove capita. Poi parla di panchine perché quelli che scrivono, oltre ad aspettare e guardare anche più degli altri, hanno spesso una vita di frontiera, senza appartenenza. Le panchine, simboli della soglia, sottili frontiere tra dentro e fuori, oggi in via d’estinzione, come se la loro gratuità nel nuovo orizzonte del welfare fosse assolutamente da bandire. La panchina, dove si lascia libera la mente di vagare, divagare, passeggiare da fermo La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. E’ vacanza a portata di mano. Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere tempo, come leggere un romanzo.

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.::Sabato 21 agosto, ore 21.30::.

La Bancarotta

o sia Mercante Fallito

Da Carlo Goldoni, una riscrittura di Vitaliano Trevisan. con Mirko Artuso, Riccardo Bocci, Valentina Brusaferro, Pino Costalunga, Vasco Mirandola, Giancarlo Previati, Vitaliano Trevisan, regia Michele De Vita Conti

Commedia parte scritta e parte a soggetto, e ora cambiata, riformata e in più moderna forma ridotta.

Aurelia: E i miei gioielli?
Avvocato: Si riscatteranno i gioielli.
Aurelia: E le pellicce?, e la Mercedes?

 

“Un bancarottiere fraudolento é un delinquente che, abusando della fiducia del pubblico, fa disonore a se stesso, rovina la sua famiglia, deruba, tradisce i privati e fa torto al commercio in generale. (…), e mi estesi fino agli uomini di legge, che, gettando polvere negli occhi dei creditori, danno il tempo ai bancarottieri dolosi di rendere i loro fallimenti più sicuri e redditizi.” Così Goldoni, nei Mémoires, a proposito della Bancarotta, ovvero Il mercante fallito, rappresentata al San Samuele nel carnevale del 1741. Lo scenario “reale” cui Goldoni fa esplicito riferimento, sembra non essere affatto lontano da quello del nostro presente, anzi: mai come oggi detto scenario assume la cifra dell’universale, o, se si preferisce, del “globale”. Ora, ecco il nostro intendimento: partire dal testo usando le specifiche goldoniane come un programma di interfaccia per leggere il presente e innestarlo in quel passato. Il tempo in cui si svolgerà l’azione sarà giocoforza incerto: né ora, né allora, o, se si preferisce, ora e allora. E a dissolutezza andrà a sommarsi dissolutezza, a cinismo cinismo, mentre tutti i personaggi continueranno, per tutto il tempo, a tirar su col naso. Da ultimo, un cenno alla lingua: veneto naturalmente, ma essendo il luogo dell’azione non più Venezia, ma quella gigantesca e informe e cancerosa metropoli del nord-est in cui, consapevolmente o meno, ci ritroviamo a vivere, ogni attore porterà la sua cadenza a seconda dell’area di provenienza. Riscrivere e rimettere in scena. Viste le premesse, comunque vada sarà un fallimento.

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.::Domenica 22  agosto, ore 21.30::.

Il mistero dei giardini di Compton House

Un film di Peter Greenaway

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.::Martedì 24  agosto, ore 21.30::.

CM9/10

Con Vitaliano Trevisan, Daniele Roccato e ensemble Ludus Gravis : Daniele Roccato – contrabbasso principale, Maurizio Bucci, Giacomo Piermatti, Francesco Platoni, Alessandro Schillaci – contrabbassi

Programma Musicale: Angel Peña – Etude monotone pour Johnny *, John Cage – Ryoanji, Franco Bracardi – Se penso a te *, Daryl Runswick – American Basses, Frank Proto – Quartett for basses Part I & Part II, Angel Peña – Ballade pour Ariston, Arvo Part – Pari Intervallo *, Daniele Roccato – Foggy Night

 * arrangiamento di Daniele Roccato

 

Letture da: Samuel Beckett – Primo Amore, Paul A. Boghossian – Beneficenza, William Burroughs – Pasto nudo, Robert Walser – La passeggiata, Vitaliano Trevisan – Un mondo Meraviglioso, Standards, Grotteschi e arabeschi

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Schio (VI)

da giovedì 26 a sabato 28 agosto c/o Fabbrica Saccardo – via Progresso 1, Schio (VI)

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Giovedì 26 agosto, ore 21.30

Terry Riley – In D (2009)

“In C” version for double basses by Stefano Scodanibbio

Ensemble Ludus Gravis:
 

Daniele Roccato – contrabbasso principale
Stefano Battaglia, Maurizio Bucci, Paolo Di Gironimo, Simone Masina, Giacomo Piermatti, Francesco Platoni, Alessandro Schillaci – contrabbassi

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Venerdì 27 agosto, ore 21.00

Roberto Dani – Lontano

Solo per batteria preparata, archetti

Daniele Roccato – Solo

J. S. Bach, Cello Suite N°3 BWV 1009 – versione per contrabbasso di Daniele Roccato (2009)
La Monte Young, Compositions 1960 N°9, N° 7, N°5
S. Scodanibbio, Due Pezzi Brillanti
 

 

 

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Sabato 28 agosto, ore 18.00

Com’è cominciato tutto?

Avventure della musica del XX secolo – Incontro con Guido Zaccagnini

ore 22.00

Time Works

Vitaliano Trevisan – voce, Roberto Dani – batteria preparata, Daniele Roccato – contrabbasso


 

La senti come cigola la macchina in tutte
le commessure? – Ma non temere – non si sfascia –
è questo il modo suo d’essere – e non c’è mutamento
per questa nebbia –
Carlo Michelstaedter , Il dialogo della salute

In ogni caso moriamo.
A. Cechov. Il giardino dei ciliegi.

« […] Essere una voce che non detta la regola, che non racconta una storia, che non ha niente da narrare, ma semplicemente si incontra con due entità musicali – contrabbasso e batteria preparata –, dando all’incontro valore d’occasione.
Time Works è il percorso che di volta in volta, di luogo in luogo, è generato dall’occasione. Seguendo la partitura: una superficie liquida, con delle increspature che si infittiscono, senza per questo mai rompere la tensione; accordi congelati; una zona di pulsazioni indipendenti; una frattura seguita da una serie di aforismi; oscillazioni che si sovrappongono, si intrecciano, confliggono; una serie di segmenti che portano a un unisono. Il testo c’è, ma, dovendo aderire a dei principi formali che prescindono dal senso, non può essere stabile. E lo stesso un’eco rimane. Ciascun possibile è un’ombra sonora. »

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